La Scarpa del Diavolo

Aggiornato il: set 4

Valle delle Prigioni si apre sul versante Nord-Est del Parco del Monte Cucco, è una profonda incisione che divide monte Le Gronde 1373m e monte Motette 1331m creando una delle valli più belle e incontaminate del centro Italia.

Ci sono tre sentieri per raggiungerla, ma il più frequentato e conosciuto è sicuramente il sentiero 231 che inizia dal borgo di Pascelupo e scende nella valle.

Risalendo il fiume ad un certo punto si incontrano delle imponenti pareti rocciose e qui inizia la Valle delle Prigioni.


Raggiunto il cuore di essa ci troviamo alla nostra destra una grande parete con un tetto naturale di roccia, che tutti conoscono erroneamente con il nome di “Scarpa del Diavolo”.

In realtà il nome di questa imponente parete di calcare massiccio è “I Meriggi”, che nel dialetto locale si traduce in “Luoghi ombrosi”, difatti quel grande tetto di roccia pone quel tratto della valle in un’ombra quasi perenne.

E allora dove si trova la tanto citata e famosa “Scarpa del Diavolo”?


Per scoprirlo bisogna continuare a salire la valle per qualche centinaio di metri, fino a quando il sentiero si incanala in un tratto stretto e suggestivo. Se guardate in terra vedrete scritto sul cordolo del tubo dell’acquedotto “Scarpa del Diavolo”. Fermi in quel punto, sopra le vostre teste, vedrete due grandi scalfiture sulla roccia.


Secondo la leggenda narrata dagli abitanti di Pascelupo, il Diavolo passando per la valle delle Prigioni, vide il prato posto sopra questa roccia. Desideroso di profanare questo piccolo Eden spiccò un salto, dandosi uno slancio con gli zoccoli sulla parete. Da allora i due buchi che formano la Scarpa del Diavolo sono impressi sulla roccia e il giardino profanato venne rinominato “Il giardino del Diavolo”.



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